La follia della ragione _ di Marco ed Edoardo

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Il lieve rollio della nave era quasi riuscito a conciliarmi il sonno quando il marcato scricchiolio di assi provocato da passi mi liberò dalla speranza di un agognato riposo. Gettai lo sguardo verso la scaletta che portava al ponte, riconoscendo l’inconfondibile passo di quell’individuo a me tanto caro. Soffocando una lieve imprecazione, mi levai seduto sulla branda; afferrai il cappotto e, ancora dolorante per i giorni trascorsi, mi preparai a quella che sapevo sarebbe stata un’estenuate conversazione.

La sagoma di Lucien appoggiata alla balaustra rimirava l’orizzonte al primo chiarore del mattino.

“Amico! Che ti passa per la testa? Sai che non mi piace quando hai questa espressione. Son sempre gatte da pelare.”

Eccoci qua. Almeno tu hai avuto la saggezza di stare zitto in quel frangente, raccogliendo il dono che Elliot ha tentato di farvi.

“Quanto siamo insulsi a questo mondo Jagosh? Quanto poco contiamo? Ci divincoliamo cercando di dare uno scopo alle nostre misere esistenze, ma quando ci capita l’occasione di sfiorare la grandezza non riusciamo a muovere un muscolo, bloccati dalla paura o, peggio, dal raziocinio.”

“Di che grandezza stai parlando? Io non ho visto nessuna occasione per compiere qualcosa di grande; se ho inteso quello che mi vuoi dire, credo sarebbe stata più una follia, senza alcuna base razionale. Certi pensieri non dovrebbero nemmeno sfiorarti in quanto assurdi e senza senso.”

Quanto sei cresciuto da due anni a questa parte. E cazzo se hai ragione. Sarebbe stata una carneficina, forse non saremmo riusciti a fare cinque passi verso di Lui. Ma perché non riesco ad accettarlo? Dovrei essere il saggio tra i due e invece sembri essere tu la mia coscienza. Eppure …

“Che tristezza! Davvero credi che il nostro ruolo, in questo mondo, sia solo quello di spettatori? Ci hanno creato per stare a guardarli mentre si scannano a vicenda in mezzo a noi? Non posso pensare che non possiamo fare altro che prostrarci innanzi a tanto potere. Si è prostrato Volk’Ar?? Si sono prostrati i Grandi?? Eppure anche loro dovevano aver paura di ciò che stavano per affrontare, ma questo li ha fermati?”

“Ti sbagli, noi non siamo spettatori. Siamo burattini semmai, e nelle mani di qualcuno più illuminato di noi. Questo non vuol dire che le nostre azioni non contino, poiché siamo noi a decidere da chi far muovere i nostri fili. Pensi che Volk’Ar questo non lo sapesse? Perché anche lui si è prostrato, accettando un terribile fardello, per diventare infine solo un’altra pedina. Se pensi che andare contro corrente sia tenere in mano il proprio destino ti sbagli, poiché faresti solo il gioco della parte avversa. Allora la domanda è: vuoi essere dalla parte del giusto o del torto?”

“E chi ha mai parlato di schierarsi! Se volessi ribellarmi ad una delle due parti non vuol dire che dovrei per forza schierarmi con l’altra. E chi decide poi cosa sia giusto e cosa no? Il fatto di essere cresciuto con dei dettami rende solo la cosa più difficile ma non obbligata. Rammenti le parole dell’Imperatore? Nessuno dovrà profefir parola di quanto accaduto. Non capisci? Non è soltanto la verità che li spaventa, quanto il semplice chiedersi se ne esiste un’altra!”

“Si! In ogni caso le tue azioni a qualcuno gioverebbero, se colpissi l’imperatore ad esempio ne beneficerebbero i suoi avversari. Capisco benissimo che la semplice domanda li spaventi, ma ti sei mai chiesto il perché di questo? Forse perché insinuare domande nella mente del popolo comune può provocare solamente disordini e tensioni, le quali avvantaggerebbero i nemici dell’impero che da sempre sfruttano il popolo ignorante, incapace di discernere il giusto dallo sbagliato? Quel popolo sempre pronto a provocare danni solo per un momentaneo benessere personale. E tu che giudichi tanto le parole dell’Imperatore, non pensi che quello che ha fatto lui adesso con i ducati è uguale a quello che stiamo facendo noi a Karthas? Cioè nascondere la verità al volgo inetto per proteggerli da ciò che non possono comprendere, e soprattutto da loro stessi.”

“Non mi risulta che abbiamo sequestrato quattro persone semplicemente perché hanno fatto domande sullo Zar!!”

“Chi ha mai sequestrato persone? Forse tu non lo hai capito, essendo all’esterno, ma loro si sono offerte volontariamente come responsabili. Quindi una loro scelta, anche se stupida. Perché lo hanno fatto non lo so, forse per salvare persone a loro care, ma sapevano a cosa sarebbero andate incontro, cioè al giudizio imperiale per aver creato e cresciuto un culto eretico. La cosa che mi fa rabbia è che altre persone dovevano essere al loro posto e invece sono state nel silenzio, ma questo non cambia il fatto che l’Imperatore abbia compiuto un’azione assolutamente legittima. Davanti ad un atto illecito se ne prendono i responsabili e si interrogano, e se le prove lo dimostrano si puniscono. Perché, tu cosa avresti fatto al suo posto? Avresti seppellito tutto solo per amicizia? O avresti seguito la giustizia?”

“Che pezzo di merda!!! Elliot è una tua compagna, è una Zakhody cazzo!!! Probabilmente si è fatta avanti per prima per sacrificarsi al posto vostro, tuo e di Vivi in primis. Quest’ultima, anche se magari con un briciolo di incoscienza, non l’ha voluta abbandonare e si è immolata con lei. Non si sono piegate innanzi alla paura, si sono prese le loro responsabilità. E tu adesso le rinneghi, additandole come stupide colpevoli di un tranello ordito da una Dio che egoisticamente voleva divenire mortale. Ma si fotta Lei e tutto il cosmo!!! E tu stesso ragazzino, seppur non ti sei votato a Thalnut, non mi risulta che tu abbia fatto qualcosa per impedire tutto ciò! Anzi, mi sembra che tu ti sia adoperato strenuamente per far andare bene le cose ai culti apocrifi, quindi non dichiararti innocente. Se ce ne sarà necessità farò tutto il possibile per salvarle. Se c’è una cosa che questi Dei non comprendono, forse è l’affetto che ci lega. Fossi in loro non lo sottovaluterei.”

“Io non mi reputo innocente, anzi sono colpevole per non aver impedito ai miei compagni di procedere con quella che poi si è dimostrata una follia. Ma io, a differenza di altri, non ho mai fatto miei i dogmi di Thalnut. Questo perché la mia fede è una e una soltanto e mai la disattenderò con le mie azioni. Invece, chi si è votato a quel nume blasfemo è giusto che paghi il fio delle sue azioni, che sia uno Zakhody, un amico o un’amata. Comunque anche tu nei giorni passati non sei stato un innocente, visto che hai disobbedito ad un ordine del tuo generale non giustiziando quegli eretici. Quante volte hai versato del sangue, magari innocente, in virtù di legge? Quanti nassini, figli della bestia e briganti hai ucciso nel tuo cammino? E la maggior parte delle volte senza aver dubbio alcuno. Invece appena arrivano degli individui che si dichiarano dalla tua parte titubi nell’ucciderli? Non hai pensato potesse essere solo un espediente per colpirci più forte in seguito? Pensavo che alla tua età tu fossi ormai un uomo deciso che sa quello in cui credere, un uomo che fosse in grado di insegnarmi come procedere nel mondo; non uno che insegna come essere martiri di cause sbagliate. Sappi che se mai queste quattro persone fossero dichiarate colpevoli, e tu volessi salvarle con una ribellione, sarà la prima volta da quando mi hai portato alla Ventura che non starò al tuo fianco.”

“Il fatto che abbia agito senza pormi domande in passato non vuol dire debba continuare a farlo in futuro. Comunque hai ragione, nessuno di noi è senza peccato. Se quel giorno arriverà, forse non ti avrò al mio fianco: spero solo di non vederti sul lato opposto della barricata.”

Un ultimo tiro all’erba pipa prima di gettarla in mare. La nebbia si dirada mentre un timido sole cresce ad est. All’orizzonte si iniziano ad intravedere le coste del continente. Profumo di terra, profumo di casa, casa Nostra.

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