La morte

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…Non ci siamo capiti, dovete uccidervi l’un l’altro finche non ne resta vivo solo uno…

…Perdonami Alfred…

…NO! Non posso farlo, non puoi farmelo fare…

Poi il nero velo della morte calò sull’uomo riverso a terra, un secondo, o forse un secolo, la luce si accese improvvisamente: una luce rossa, sanguigna, appoggiata su di un paesaggio roccioso, un’immensa distesa di nulla che si estendeva a perdita d’occhio con una strada nel mezzo diretta all’orizzonte.

L’uomo si mise seduto a contemplare l’inferno in cui era finito, consapevole fosse la moneta con cui avrebbe pagato i suoi peccati; sapeva dove portava la strada, portava nel luogo dove il suo cuore aveva sempre anelato di stare, ma non l’avrebbe percorsa, non più, non dopo il suo fallimento. Le parole del padre continuavano a rimbombargli nella testa, un urlo che esprimeva tutta la sua colpa, un servo che sbaglia è solo immondizia, è un peso che ostacola il suo padrone, un cancro da estirpare.
Ombre senza volto si levarono da terra, cominciando a circodare l’uomo assorto nei suoi pensieri; l’addestramento e l’istinto di conservazione dettero i loro frutti, una lama librò, un riflesso nell’aria per colpire alla gola uno degli aggressori,la figura di fronte a lui cadde a terra rivelando il volto del suo signore, con gli occhi sbarrati dalla sorpresa e dal dolore.
L’uomo si gettò a terra prendendo tra le braccia il proprio padrone, i ricchi abiti e le mani si lordarono rapidamente di sangue rendendo la presa sull’arma scivolosa, cadde tintinnando sulla roccia e le ombre si fecero ancora più vicine; i loro volti esprimevano un dolore atavico, primordiale, con gli occhi cuciti e le bocche contratte in smorfie di agonia.

…Malachia… Malachia…Malachiaaaaa…

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…Malachia…Malachia… Sei uguale a lui… le tue mani sono sporche come le sue … Quanti hai ucciso?… Quanti hai abbandonato nascosti e dimenticati sul ciglio della strada?… Hai combattuto, hai vinto, hai ucciso… da solo… vivere da solo e morire da solo… Hai costruito una strada d’ossa per il tuo signore eppure sei giunto qui senza di lui, senza che nessuno sentisse la tua mancanza… Sei solo, desolatamente solo… Nessuno ti ama e nessuno ti amerà mai Malachia…

L’uomo chiamato Malachia si distese a terra sapendo che non avrebbe più avuto la forza di alzarsi, le ombre gli avrebbero divorato l’anima e ne era felice, così avrebbe finalmente finito di soffrire. Chiuse gli occhi pensando a quella notte d’estate…

… Alfred CHI ti ha ordinato di morire?! …

Ti ordino di rivivere … torna, sei il mio unico amico … ti prego…

Una pioggia leggera comincio a cadere sul paesaggio desolato, bagnando il corpo e il volto dell’uomo, era calda e vagamente salata.

NO!

PERDONAMI!

Alfred si alzò in piedi calpestando senza pietà le ombre sofferenti, sarebbe stata una lunga marcià verso l’orizzonte, ma Lougrein aspettava.

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