Giorno decimo quarto, nona luna, anno ottavo del R.E. “Ma quindi… siamo di nuovo nel sottobuio?!?” Aveva subito pensato a lei, non appena processata l’informazione.
L’esercito di pan di zenzero
E adesso IMPASTIAMO!!!
E adesso IMPASTIAMO!!!
La notte è caduta sul giorno e il silenzio si è impadronito finalmente del campo. Una giornata di cammino, di pensieri, di discussioni profonde e riflessioni.Il foglio di carta viene srotolato, la mano prende la penna, esita un momento, e poi inizia. Bernardo,Quanto sarà che
“Và che dopo è troppo tardi per tornare indietro!”“Non ti preoccupare, taglia come ti ho chiesto, per favore.” Il rumore delle forbici nelle sue orecchie era quasi un mantra, un rituale. Con gli occhi chiusi assaporava la sensazione, ciocca per ciocca. Non poteva vederle cadere,
“Non credo davvero che la sobrietà faccia per me…” e lo disse mandando giù un generoso sorso di liquore ambrato, tanto per rafforzare il concetto. “Diciamocelo, cosa c’è di bello da vivere in questo mondo che non possa essere migliorato da un buon goccetto?!? Non
“San… Non panicare.” Determinata, sicura di me, ottimista… Mai stata. Non so nemmeno come ci si sente. Sentire… Serve di essere vivi per quello. Mmmh… Famme fa un controllino n’attimo! Eeenfatti, sto a morì. Spè, che stavo a fa’??? “San, cazzo, non farmi perdere tempo!”
L’ultima parola «Mio, oh te?» C’era molta sorpresa negli occhi di Grizzly quando vide suo fratello, quella sera non lo aspettava, doveva essere non troppo distante a lavorare per il crepuscolo. «Ho preso un permessino, un paio d’ore di licenza premio»«E da quando esistono le
Era pomeriggio inoltrato e un fastidioso venticello si stava alzando. Due figure molto diverse tra loro, erano ferme davanti alla grande magione. La dama, per paura di rovinarsi il trucco, si coprì il volto con un velo mentre la sua guardia del corpo si limitava ad
Giorno prima dell’Interludio.. Gli accampamenti sono tutti in subbuglio, nell’ aria c’è qualcosa di più della solita agitazione.. domani ci saranno cuori spezzati, o forse sanati, ossa sicuramente rotte, e speriamo che qualcuno le rimetta assieme, situazioni da chiarire e nuovi casini in cui andarsi
A metà cammino Istrice si stava incamminando di buon passo verso l’accampamento provvisorio, l’indomani le masnade sarebbero arrivate in loco, stasera sarebbe stata l’ultima fermata. «Oh, Ispide, che ci fai?» «Veramente è Istrice, ma fa nulla. Sto andando al campo, mi hanno detto che c’è
Caro diario Era un pomeriggio caldo. Mi ricordo solo che ero con Chiyome seduta su una panchina, perché poi la paura ha preso il sopravvento. Stavamo parlando del nostro passato: “Chiyome ti manca la tua famiglia?” Ci pensò un po’ e poi mi chiese il