Strumenti Utente

Strumenti Sito


guida_alla_creazione_di_un_personaggio

Guida alla creazione del personaggio

frontespizio_regolamento_bn.jpg

I partecipanti della Cronaca GRV “OLTREMONDO” possono creare il proprio personaggio-giocante (PG) come segue:

  • Accedendo alla sezione I tuoi personaggi sul nostro portale Anthologon e cliccando sul tasto Crea personaggio.
  • Il form di creazione contiene una sezione per inserire il background del PG. Il background riporta i dettagli salienti legate al PG. Queste informazioni saranno innanzi tutto consultate dai narratori della Cronaca, i quali potranno inviare all'autore eventuali consigli affinché il nuovo PG sia ben inserito nell'ambientazione. Il background offre inoltre utili spunti ai narratori per coinvolgere appieno il PG nelle trame di gioco (NB. Ricordate, uno dei principali scopi dei narratori è “costruire il gioco attorno al personaggio”). Ogni giocatore ha la massima discrezione nel realizzare il proprio background ma vi raccomandiamo di tener conto delle seguenti linee guida:
    1. Consultate l'ambientazione: Sarà sempre il vostro riferimento per trovare spunti adeguati. In caso di dubbio potete interpellare il gruppo dei narratori TdA (Andrea Botarelli - FB: Andrea Botarelli - WhatsApp: 349-7536726).
    2. Scegliete il vostro Governatorato: I personaggi che inizieranno a giocare nel 2026 provengono da uno dei tre Governatorati; pertanto, scegliete a quale appartenere. Nel corso della Cronaca la lealtà del personaggio al Governatorato potrà svilupparsi a sua discrezione.
    3. Scegliete la vostra reminiscenza: La vicenda del personaggio dovrà tenere conto dell’amnesia descritta nella prefazione. Il personaggio conserva solo un blando ricordo delle sue origini e del suo passato; pertanto, è opportuno evitare di sviluppare questi aspetti nel background. A tale proposito, dovrete scegliere un singolo ricordo di cui serbate la memoria. Il ricordo dovrà ricadere in uno degli esempi seguenti:
      • Un soggetto specifico: Il personaggio ricorda l’identità del soggetto, il suo aspetto e ciò che li legava (es. parentela, amicizia, mestiere, fede, etc.); tuttavia, il personaggio non ricorda episodi particolari vissuti assieme al soggetto o altri individui che avevano rapporti con esso. La scelta del soggetto non è ristretta alle persone ma può anche contemplare entità astratte come il nume divino che il personaggio venera tuttora. Si tratta di una figura estremamente importante impressa nella sua memoria e che è destinata a ispirare, nel bene o nel male, le sue gesta.
      • Un luogo specifico: Il personaggio ricorda l’ubicazione del luogo, il suo aspetto e cosa fosse solito fare lì; tuttavia, il personaggio non ricorda soggetti o fatti specifici occorsi nel luogo scelto. Il luogo deve rientrare in un’area ristretta (max. 1 km quadrato) ma entro quel limite si possono coprire le opzioni più disparate (es. una singola sala, un edificio, una radura, un boschetto, una spelonca, etc.). Si tratta di un’immagine che funge da riferimento per il personaggio; dopotutto, ognuno ha bisogno di un “rifugio sicuro” presso cui tornare.
      • Un aneddoto specifico: Il personaggio ricorda nitidamente un fatto di cui è stato testimone oppure una vicenda reale o di fantasia che gli è stata raccontata; tuttavia, il personaggio ha un ricordo sbiadito dei protagonisti (es. ricorda che ruolo avevano ma ne ignora l’identità) e del luogo in cui si è svolta la scena. Quest’aneddoto ha segnato profondamente il personaggio e torna ad affiorare nei momenti più cruciali della sua esistenza.
    4. Raccontate come avete vissuto per un anno nel Ghetto: Tutti i personaggi dovranno trascorrere un singolo anno isolati nell’insediamento noto come Ghetto. Se la vostra vita passata sta svanendo, quest’esperienza merita invece di essere narrata con il giusto spessore. Come avete vissuto nel Ghetto? Che ruolo avevate? Chi avete frequentato?
    5. Specificate eventuali rapporti con altri personaggi: Potete includere legami di parentela, amicizia/inimicizia, etc. Limitatevi agli altri PG perché le personalità influenti (PNG) descritte nel manuale dovrete conoscerle nel corso del gioco.
    6. Scegliete la vostra ambizione: La maggior parte dei membri dell’impresa aspira al divino potere di Novisterra. Nessuno sa davvero di cosa si tratti; pertanto, è lecito sperare in qualsiasi casa: forza, ricchezza, prodigi e via dicendo. Questa, del resto, è la vostra “epica personale” e non ci sono limiti a quello che desiderate ottenere! Cosa ha persuaso il personaggio a intraprendere questa cerca? Cosa rappresenta il suo più alto obiettivo?
    7. Siate concisi: In ogni caso, la lunghezza massima del background dovrà rientrare nelle 6000 battute (spazi esclusi). Non vogliamo limitarvi nel vostro racconto ma, sulla base dell’esperienza pregressa, ci siamo resi conti che un background troppo prolisso tende a rendere i punti essenziali con minore efficacia.

—-

I due aspetti fondamentali da sviluppare nel background sono la reminiscenza del personaggio e la sua esperienza nel Ghetto. Il giocatore potrà sviluppare questi aspetti a sua discrezione, bilanciandoli oppure dando più spazio a uno dei due (es. se la reminiscenza è centrale nella vicenda del personaggio mentre l'anno trascorso nel Ghetto è stato distinto da una vita modesta/riservata, è plausibile che nel background la reminiscenza sarà preponderante; in caso contrario, se la reminiscenza rappresenta un breve “flash” del passato mentre l'esperienza nel Ghetto è stata arricchita da eventi significativi e/o rapporti con gregari, sarà più in evidenza il secondo aspetto).


Di seguito un esempio di background:

Astrid Holmberg,

I miei trentadue inverni mi hanno infine condotto dalle gelide selve del Leir a questa remota isola. Sono giunta sotto il vessillo del drago impalato del Riddenfelt, seguendo le orme dei fieri Walenar che servono Victra, nostra Signora.

Dopo quasi un anno trascorso nel Ghetto, la mia mente indulge nell’oblio come se oppressa da troppo idromele. Per quanto mi sforzi a ricordare, vedo solo immagini sbiadite delle foreste vergini e degli scorci selvaggi che hanno accompagnato la mia giovinezza e l’ingresso nell’età adulta. Siamo come alberi privi di radici che cercano un nuovo suolo in cui attecchire.

L’unica memoria che l’occulto potere di Novisterra non ha dissolto è quella di mio padre, Olaf, valente cacciatore del Leir. Anche mia madre non è che un’ombra indistinta mentre la sua figura continua a guidare ogni mio passo. Vedo il suo volto altero, incorniciato in una chioma rossa nella quale si è prematuramente affacciato il grigio delle vecchiaia. Il suo sguardo mi fissa con un frammisto di affetto e severità. I suoi ordini, perentori ma giusti, mi risuonano nelle orecchie. Lo sento spiegarmi l’importanza di percepire la vita della preda prima di carpirla. Nell’odore che il vento porta alle narici, nelle impronte lasciate sul terreno, nei resti del suo pasto… mio padre mi ha spiegato come valutare ciascuno di questi elementi per identificare la preda prima ancora d’incontrarla. Quando la corda dell’arco o la punta del coltello vibreranno il colpo fatale, la forza della preda non dovrà estinguersi. Essa continuerà a vivere nel cuore che il cacciatore porterà ancora caldo alle labbra, nella carne che sfamerà i suoi consanguinei e nella pelle che scalderà le sue membra. Al compiersi dei sedici inverni, Olaf volle donarmi la fiasca di Eldre. In questo recipiente è serbata la prima goccia di sangue strappata a ogni singola preda abbattuta dalla nostra famiglia. Mio padre mi disse che le anime serbate là dentro avrebbero sostenuto la mia cerca così come avrebbero sostenuto quella dei miei figli. Egli perì stritolato tra gli artigli di un’orsa bianca delle Cime. Ricordo il suo corpo straziato e a malapena riconoscibile adagiato sulla lettiga di cuoio. Ricordo le mie dita toccare quella carne fredda e immobile. Ricordo le mie mani afferrare la fiasca di Eldre per raccogliere il suo sangue. Non so spiegarmi quel gesto.

Adesso per noi c’è solo il Ghetto. Le provviste che abbiamo caricato sui vascelli sono state razionate con austerità. La carne di daino e l’idromele che ci siamo portati dal Leir allietano i nostri pasti solo due volte per luna e per il resto debbo nutrirmi di poltiglia di segale o degli uccelli che di tanto in tanto sorvolano queste mura. Ho fatto amicizia con un pescatore del Bagatto, Almo, che mi cede sarde essiccate in cambio di tordi e frequento la bottega di una vecchia alchimista del Vitriol, Fatima, riparando le sue calzature e bisacce, in cambio di una presa di tabacco. Tutti hanno qualcosa da offrire se si è disposti a dare altrettanto. Certo, ci sono anche molti che cercano rogne, come quei due damerini del sud che ho sorpreso mentre ripulivano le reti che avevo piazzato nel solaio di un vecchio fienile. Dovranno abituarsi a masticare senza denti prima ancora di tentare l’Ascesa!

Quel nome, Ascesa, echeggia spesso presso i falò del Riddenfelt. Quando l’anno sarà scaduto, potremo addentrarci in questo territorio e raggiungere la Soglia. Anche se ho dimenticato il volto dei nostri dei, potremmo afferrare parte del loro ancestrale potere. Per questo ho portato con me la fiasca di Eldre, per questo il sangue di mio padre mi accompagna. Sono persuasa che egli sarà là ad attendermi oltre la Soglia e, se saprò dimostrarmi degna, potrò seguirlo nei reami in cui non vigono né il dolore né il declino.

guida_alla_creazione_di_un_personaggio.txt · Ultima modifica: 2025/09/26 21:36 da admin

Donate Powered by PHP Valid HTML5 Valid CSS Driven by DokuWiki

Contenuti originali. Tutti i testi e le immagini presenti in questa wiki sono di proprietà degli autori salvo diversa indicazione.
Per usi o licenze contattare terredegliangeli@gmail.comLeggi il disclaimer completo.